
Ho imparato sulla mia pelle che spesso pianificazione strategica significa innanzitutto cambio di approccio alla gestione dell’impresa.
Cambiare approccio non è mai semplice, perché vuol dire cambiare prospettiva.
Vedere la realtà da un punto di vista differente.
E’ necessaria apertura mentale e predisposizione al cambiamento.
Per capire sino in fondo l’affermazione iniziale, voglio proporti un dialogo che ho avuto con Luca (nome di fantasia che puoi sostituire con il tuo nome), un mio cliente, durante un intervento di pianificazione strategica.
[…]
Angelo: bene. Come primo passo per costruire una pianificazione strategica, dobbiamo definire la visione di futuro dell’impresa.
Luca (un po’ dubbioso): cos’è la visione?
Angelo: giusto. La visione è il modo in cui l’impresa si vede tra 5 o 10 o anche 15 anni.
Faccia perplessa di Luca.
Angelo: mi spiego meglio. La visione è il grande obiettivo. La grande meta che tu vuoi raggiungere con la tua impresa.
Luca: in concreto?
Angelo: può essere un obiettivo di fatturato, una quota di mercato, un cambiamento generato, un beneficio apportato ad un territorio…
Luca: credo di aver capito. Ma mi sembra troppo difficile. Io non so se sarò qui domani, figuriamoci tra 5 o addirittura 10 anni!!!
Angelo: Quindi stai dicendo che le condizioni di mercato sono così complesse e instabili che è difficile immaginare un futuro a lungo termine?
Luca: non difficile. Impossibile.
Angelo: Ma se potessi avere la possibilità di rendere il futuro meno incerto, sfrutteresti questa occasione?
Luca: e quale sarebbe questa possibilità?
Angelo: la pianificazione strategica! Ora ti spiego. Se è vero che il mercato è incerto ed instabile, allora le imprese sono come barche in balia del vento.
Quale vento sfruttare?
Diceva Seneca che “non c’è vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare“.
Ed è esattamente quello che accade oggi. Le aziende sfruttano il vento che di volta in volta sembra più favorevole. In queste condizioni, è facile naufragare in alto mare.
Luca: e quindi? come se ne esce?
Angelo: Cosa accadrebbe se la nave (e quindi l’impresa) avesse una destinazione finale da raggiungere?
Silenzio di Luca.
Angelo: Sicuramente avrebbe una direzione da seguire e non cercherebbe invano di sfruttare un vento qualsiasi, ma solo quelli favorevoli per raggiungere la propria destinazione.
Luca: credo di capire dove vuole arrivare…
Angelo: e se la destinazione finale la chiamassimo visione e i venti da sfruttare strategia?
Non vorrebbe conoscere in anticipo qual è la strategia migliore per raggiungere la visione?
Luca: certo. Solo un pazzo potrebbe non volerlo!
Angelo: ecco. Questa è la pianificazione strategica.
E’ il piano di navigazione che ogni buon capitano dovrebbe progettare prima di ogni viaggio.
Però, prima ci vuole la destinazione e quindi la visione. Quindi, definiamo una visione a 5 o 10 anni?
Luca (recidivo): credo di aver capito il vantaggio di una pianificazione strategica, ma io sono una persona molto concreta.
Mi serve definire cose come il logo aziendale, il sito internet, i prezzi di vendita…
Angelo: ammesso che sia mio compito farlo, prima definiamo la visione.
Luca (irritato): perché? non possiamo farlo dopo?
Angelo: prendiamo ad esempio il logo aziendale. Qual è il suo scopo?
Luca: Comunicare in maniera immediata l’immagine dell’azienda.
Angelo: l’immagine dell’azienda cambia nel tempo, giusto?
Luca: certo.
Angelo: tu sai come vuoi che sia la tua impresa fra 5 o 10 anni?
Luca: è un problema che non mi sono mai posto.
Angelo: quindi se non sai cosa come vuoi trasoformare la sua impresa tra 5 o 10 anni e non definisci una visione di futuro, come fai a sapere quale immagine della tua impresa comunicare in modo che sia coerente con la tua visione?
E’ la visione che illumina il quadro sistemico…
Faccia perplessa di Luca.
Angelo (sorridendo): forse ho detto una parolaccia?
Quadro sistemico vuol dire che tutte le azioni che compiamo sono in un rapporto di causa effetto tra loro e spesso un’azione oggi provoca una reazione domani con un effetto ed un ritardo temporale non sempre calcolabile.
Riprendendo il discorso sulla pianificazione strategica. Se prima non definisci quale futuro deve avere la tua impresa, non potrà decidere quale immagine vuole sia percepita.
Se devo pensare ad un logo aziendale, preferisco farlo in prospettiva di ciò che voglio diventare.
Quindi il logo aziendale è un particolare rispetto ad una prospettiva molto più ampia.
Sono d’accordo con te. Ci vuole concretezza. Ma a questa, bisogna affiancare immaginazione.
In questo modo, puoi decidere il futuro migliore per tua impresa ed eviterai l’errore più diffuso tra gli imprenditori.
Luca: quale?
Angelo: Si accontano di vivere il presente e, non avendo una strategia, non si accorgono di essere parte della strategia di qualcun altro.
Luca: credo di aver capito. Procediamo con la pianificazione strategica. Dunque dove eravamo…la visione…
[…]
Con Luca, la consulenza di pianificazione strategica è proseguita sempre discutendo prima di progettare.
Il suo primo bisogno era quello di cambiare approccio alla gestione azienale.
Cambiare approccio non è una cosa che fai dall’oggi al domani.
Decidere di farlo, però, è una scelta che puoi già fare oggi.
Devi capire fino in fondo i vantaggi e il cambio di prospettiva che porta una pianificazione strategica.
Spulcia in questo blog per averne conferma e farti un’idea più precisa degli strumenti che servono alla tua impresa.
Solo in questo modo, sarai in grado di liberare tutte le risorse, l’immaginazione e la creatività necessarie per progettare il futuro migliore possibile per la tua impresa.
Roberto Lorusso
Founder and Ceo Duc In Altum srl