Pianificazione e controllo: prima l’uovo o la gallina?

Pianificazione e controllo

La pianificazione ed il controllo possono essere paragonati al classico paradosso: è nato prima l’uovo o la gallina?

Spesso si è portati a vedere questi processi in modo unidirezionale e verticale. Io, invece, ho scoperto che essi sono in forma circuitale e che rispondono appieno ad un concetto di auto alimentazione.

So che ti sembra strano pensare alla tematica della pianificazione e del controllo come parti di un circuito; so bene che non è quello che scrivono sui libri universitari.

Anch’io sino a poco tempo fa li vedevo come due aspetti distinti ed assolutamente consequenziali, ma ho capito che questi due aspetti sono parte ci un percorso circolare.

Ho capito che, per ottenere risultati è necessario approcciarsi all’argomento in maniera differente, con un punto di vista differente.

Seguendo l’approccio circolare ho appreso i risultati arrivano , e voglio dimostrartelo esaminando alcuni casi concreti, quelli che viviamo tutti i giorni in azienda.

Ma andiamo per gradi.

Sino ad oggi, nell’Azienda che ho seguito, ho sempre definito la pianificazione strategica con il Management aziendale, e poi ho implementato la strategia con il personale interno (dirigenti o sottoposti).

Ho notato che questo processo a cascata – dall’alto verso il basso – porta ad uno scollamento tra il Management dirigenziale ( nelle nostre imprese costituito dall’imprenditore ) e il gruppo d lavoro.

Tra pianificazione e controllo, quest’ultimo prede il sopravvento: ci si concentra a controllare e si dimentica la pianificazione strategica e la visione a cui esso è collegato.

Il risultato? Un clima irrespirabile, in cui le riunioni diventano il momento estenuante per dire cosa si è fatto e cosa no. Un giro di tavolo “in” proficuo .

Ricordo con amarezza quanto tempo perso dietro a riunioni infruttifere, nel cercare di capire, o meglio, di trovare il motivo della mancata attività. Si usciva tutti più demoralizzati di prima, l’umore a terra, con il risultato di fare ancora meno.

E sì, perché l’eccesso di controllo “de-responsabilizza” tutti all’azione e fa crollare quel senso di autostima che la stessa “autonomia professionale” ( a qualsiasi ordine e grado) porta con sé.

Ho scoperto con mia grande sorpresa che più controllavo, meno ottenevo.

Non fare questo errore anche tu!

Sappiamo entrambi bene che la ricerca di un “equilibrio” tra pianificazione e controllo è complessa ed ardua.

Ma sappiamo anche che tutto è migliorabile.

Prendiamo un altro caso che sicuramente è capitato ad entrambi.

Un collaboratore non fa l’attività che gli hai chiesto di fare. Tu come ti comporti?

[unordered_list style=”tick”]

  • Ti arrabbi seriamente!
  • Se il tempo stringe, lo fai tu al posto suo
  • Glielo fai fare standogli con il fiato sul collo

[/unordered_list]

In tutti e tre i casi hai “consumato” energie mentali importanti qualunque sia il tuo ruolo rispetto all’attività (imprenditore, dirigente, libero professionista), e soprattutto non hai orientato il collaboratore alla condivisione dei tuoi obiettivi.

Cosa pensi che possa succedere la prossima volta? La risposta è scontata: una dei tre casi su menzionati!

Negli anni ho vissuto personalmente tutte e tre le situazioni che ti ho appena descritto e, come consulente per le aziende, ma anche come imprenditrice per la mia azienda, ho sempre provato un senso di sconfitta.

Finché ho capito che la strada doveva essere differente: dovevo modificare il mio approccio al processo di pianificazione e controllo! (d’altronde come dicono nel campo della PNL se ti comporti sempre nella stessa maniera ottieni sempre gli stessi risultati!).

Ho scoperto la pianificazione strategica a misura d’uomo e ho iniziata ad applicarla.

Oggi lavoro con un gruppo in cui pianificazione e controllo sono condivisi dall’inizio alla fine.

Sai cosa ho scoperto?

Ho scoperto che il controllo diventa personale (quasi un autocontrollo) e tutti si responsabilizzano sui risultati.

Nessuno indica più l’altro, le riunioni sono gradevoli, ma soprattutto cariche di risultati, ed io ne esco fortificata e carica di energia.

Naturalmente richiede tempo e disciplina con qualsiasi attività valga la pena di sviluppare ma il bello è che i risultati arrivano ed, assieme ad essi, un senso di partecipazione condivisa che gratifica l’intero gruppo ed orienta sempre più verso la Vision aziendale.

Prova anche tu ad abbandonare la vecchia visione di pianificazione e controllo come processi a cascata e prova ad applicare una nuova visione in cui tutto il processo di pianificazione e controllo sia condiviso.

I risultati non si faranno attendere!

Roberto Lorusso
Founder and Ceo Duc In Altum srl

2 thoughts on “Pianificazione e controllo: prima l’uovo o la gallina?

  1. […] ulteriore passaggio importante per una buona pianificazione strategica, è quello di organizzare le attività da affidare ai tuoi collaboratori e gli obiettivi da […]

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