Performance aziendale: Stupido è meglio?

 

Performance aziendale, stupido è meglio

E se una migliore performance aziendale fosse garantita da dei collaboratori “stupidi”?

Immagina di entrare nella tua azienda al mattino e di essere circondato da una schiera di collaboratori acquiescenti, sorridenti, pronti a seguire qualsiasi tuo “comando” ed indicazione senza obiezioni, dei veri e propri “yes man”.

Un sogno per un capo!

Nessuna critica, nessun punto di vista divergente, nessuna esuberanza particolare, un clima di cieca accettazione di regole, obiettivi e procedure imposte dall’alto e dettati dalla tua linea direttiva..che pace!

Un clima sereno, rassicurante e confortevole dove sentirsi veramente il capo!

Poco tempo “perso” per le riunioni, poco tempo “perso” a confrontarsi e a negoziare le linee operative dei reparti, poche discussioni sulla rigidità delle procedure, un’elevata percezione di fedeltà da parte dei tuoi collaboratori ed un rapido passaggio all’esecuzione della performance aziendale e dei compiti imposti  delle

Bhè in un contesto come questo non puoi che dormire sogni tranquilli, la performance aziendale dei tuoi collaboratori e assicurata e garantita come un orologio svizzero!

A sostenere uno scenario del genere sono due economisti, Andrè Spicer della Cass Business School della City University London e Mats Alvesson dell’Università di Lund in Svezia, in un articolo del Journal of Management Studies, ripreso nella pubblicazione di Focus di questo Maggio.

A seguito delle loro ricerche i due autori sostengono che un tasso di “stupidità” sia funzionale all’efficienza dell’organizzazione, dovuto ad un consenso condiviso ed un assenza di domande e spirito critico, in grado di favorire una maggiore armonia organizzativa e con ricadute in termini di performance aziendale e produttività per il tuo business!

Dicono Alvesson e Spicer: “non pensare, fallo!

Un sogno per un capo! Che può trasformarsi in un incubo prima ancora che te ne renda conto!

Performance aziendale: Stupido è meglio? L’Incubo!

Immagina ci sia un problema, un banale problema nel tuo magazzino che comporti inizialmente un banale ritardo nell’esecuzione di un ordine per un tuo cliente…

Il collaboratore incaricato di gestire la logistica che s’imbatte nell’ordine tornato indietro, come da procedura controlla sommariamente la corrispondenza dell’indirizzo con l’anagrafica del cliente a sistema e, pensando magari (o magari non pensando!!) che fosse semplicemente un errore dello spedizioniere, reitera tranquillamente l’ordine.

Passano altri 2, 3 giorni e la merce viene riconsegnata al mittente.

A questo punto l’ordine viene gestito da un altro collaboratore, che imperterrito, senza soffermarsi su un analisi, diciamo mediamente approfondita del problema, reitera nuovamente l’ordine espletando la sua performance aziendale.

Ancora 2-3 giorni e l’ordine torna indietro.

E torna proprio di venerdì, alle ore 16,00, giornata di chiusura delle tue attività per cui il collaboratore in operativo sul magazzino completa le pratiche di invio ordini in programma per la giornata, e rinvia la lavorazione dei resi al lunedì seguente.

In totale sono passati dai 6 ai 9 giorni lavorativi, e contando un week-end intermedio, poiché il tuo magazzino lavora 5 giorni su 7 a settimana, a cui sommare il week-end seguente all’ultimo reso, prima che il problema si ripresenti al prossimo collaboratore di turno in magazzino il lunedì mattina, sono passati dai 10 ai 13 giorni.

A questo punto il collaboratore contatta il cliente per cercare di capire se c’è qualche problema con l’indirizzo di spedizione, ma il cliente infuriato non ha nemmeno voglia di ascoltarlo e urlandogli, gli riattacca il telefono!

Così il tuo collaboratore chiude la pratica come da procedura invalidando l’ordine e reportizza. Report di performance aziendale che arriverà poi sulla scrivania del responsabile non prima di martedì pomeriggio ed arriverà sulla tua il giovedì mattina.

Sono passati quindi dai 14 ai 17 giorni prima che il problema venga analizzato da te, il vero cervello pensante!

Ricordi?..”non pensare fallo!!”

Nel frattempo, in quel lasso di tempo, altri ordini sono tornati al mittente e più o meno hanno seguito lo stesso iter di reitero.

L’ufficio reclami invece inizia a registrare un aumento direttamente proporzionale di chiamate e raccomandate di richieste spiegazione, richieste rimborso, disdette di contratti.

Ciò comporta quindi mancati ricavi, costi elevati per pagare eventuali penali sulla mancata consegna della merce, costi di gestione elevati dei reclami con eventuali spese legali.

Mettiamo il caso poi, il tuo specifico business abbia puntato su una performance aziendale di consegna rapida ed affidabile rispetto ai concorrenti! In quel caso avrai un danno d’immagine e di posizionamento non indifferente agli occhi dei tuoi clienti, che si propagherà a macchia d’olio attraverso un passaparola negativo e che sarà difficile recuperare!

Ma cosa sarà mai successo?

Finalmente riesci ad analizzare il problema con spirito critico, ed ecco che ti rendi conto che l’errore è dovuto all’aggiornamento del sistema informatico di gestione degli ordini che hai effettuato il mese scorso e sul quale hai puntato tanto per migliorare l’efficienza, ma che ha un problema di comunicazione dei dati con lo spedizioniere, che legge sui suoi sistemi un associazione errata tra destinatario di un anagrafica ed indirizzo destinatario dell’anagrafica seguente, invalidando così la consegna degli ordini.

Bene, finalmente hai capito qual è il problema! E hai impiegato per individuarlo non più di 20-25 minuti, verificando la corrispondenza tra il tuo software di gestione del magazzino ed il software di interfaccia con lo spedizioniere.Un errore che una volta individuato ha richiesto per la risoluzione non più di mezza giornata di lavoro tra i tuoi informatici e l’assistenza tecnica del tuo fornitore del software.

Verifica che però nessuno dei tuoi collaboratori ha “pensato” di fare, inficiando così non solo l’efficacia della tua performance aziendale, ma anche causando una serie di danni a cascata reiterati nel tempo.

Stupido è meglio?

Io non sono d’accordo, e penso che dopo quest’esempio paradossale e banale, non lo sarai neanche tu.

Se è pur vero che in azienda non tutti sono chiamati a “pensare” ed a negoziare le decisioni, e che alcuni ruoli sono e devono essere maggiormente operativi, spronare le persone ad agire con attenzione e spirito critico, con cognizione di causa rispetto alle interrelazioni che le proprie performance hanno sul sistema aziendale e creare un ambiente favorevole al dialogo ed attento alle indicazioni che posso provenire dal basso, non può che favorire la prontezza e la qualità delle risposte che la tua organizzazione saprà esprime nella performance aziendale.

Responsabilizzare e valorizzare ciascuno dei tuoi collaboratori rispetto all’importanza che ciascun ruolo ha nell’espressione della performance aziendale del business, è a mio avviso un elemento cruciale ed imprescindibile per guidare un impresa tesa al miglioramento continuo, in cui ciascuno sia motivato a partecipare e ad esprimere se stesso in ottica di comune impegno e realizzazione delle proprie intelligenze.

Stupido è chi lo stupido fà!”, tratto da Forrest Gump.

Roberto Lorusso
Founder and Ceo Duc In Altum srl

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