Organizzazione aziendale atto secondo: Il flusso del potere decisionale

Organizzazione aziendale atto secondo

L’organizzazione aziendale può essere definita la forma della struttura organizzativa di cui una particolare organizzazione si dota ed in cui siano chiaramente definite gerarchie, unità operative, funzioni e divisioni.

Tutto questo al fine di essere  in grado di descrivere ed organizzare le aree di lavoro, le interrelazioni tra le varie aree e le tipologie dei ruoli e di compiti che i componenti dell’organizzazione sono chiamati a svolgere per governare i processi dello specifico business.

La struttura organizzativa deve poi essere in grado di esprimere, applicare e implementare le strategie che vengono dettate dall’area dirigenziale ed acquisite  dalle varie unità direttive a diversi livelli gerarchici, ed applicate dalle unità operative.

Con flusso di potere decisionale mi riferisco quindi a quelle dinamiche di gestione che si sviluppano lungo la tua struttura organizzativa e che determinano la qualità dell’implementazione delle strategie aziendali.

Tale flusso si alimenta e si determina nelle dinamiche relazionali tra le persone componenti la tua organizzazione e impegnate a relazionarsi tra di loro.

Ed è questo un punto cruciale per la tua organizzazione aziendale: migliorare le dinamiche relazionali tra le persone!

Organizzazione aziendale, Flusso di potere decisionale: la Leadership.

Il termine Leadership fa ormai parte del nostro vocabolario, ed è ormai largamente utilizzato. Leadership significa a tutti gli effetti guidare la nave (combinazione di lead, guida e ship, nave), guidare l’Azienda  verso gli obiettivi e con le modalità prefissate.

A questo punto ti chiedo di riflettere su: chi guida la tua Azienda?

Così come Leadership, anche Leader è ormai un termine di uso comune.

Il Leader è sicuramente il capo dell’organizzazione, colui che dirige, che guida la nave, che sta su in alto nella campana o organigramma della tua organizzazione aziendale, probabilmente sei tu!

Sei tu il Leader che guida la tua organizzazione!

Bella scoperta verrebbe da dire, ma ho bisogno di porti una domanda alla quale ti prego di rispondere con sincerità:

rispetto alla tua esperienza, ti sembra che la guida della tua organizzazione e quindi la Leadership possa essere una funzione inquadrata, definita ed espressa esclusivamente dalla figura del Leader?

Sono sicuro che per quanto bravo, competente ed attento tu possa ritenerti ed effettivamente essere, la tua risposta sarà negativa.

Già da qualche anno ormai è diventato comune il concetto di Leadership partecipata.

In una organizzazione aziendale, la Leadership partecipata sta a significare che qualsiasi sia la grandezza e la struttura della tua organizzazione, la guida di essa viene espressa giorno per giorno su diversi livelli e rispetto agli specifici ruoli, compiti e competenze, da tutti i componenti della tua organizzazione.

Essi sono chiamati ad esprimere la loro professionalità in maniera sinergica e con responsabilità, rispetto al fine della promozione e riuscita del tuo business.

Mentre ti scrivo mi sono reso conto di aver fatto un clamoroso errore concludendo il precedente periodo con: Il tuo business!!!

Leadership partecipata, infatti, vuol dire condivisione, coinvolgimento, responsabilità ed appartenenza.

Vuol dire che ciascuno dei tuoi collaboratori deve percepire come proprio il business e impegnarsi nel lavoro con la consapevolezza che il fine della propria attività è quello della promozione di un bene comune di cui egli è parte integrante ed agente attivo e da cui trae beneficio e riconoscimento.

Organizzazione aziendale: il coinvolgimento degli attori

Ed ecco un altro termine anglosassone diventato di uso comune nel vocabolario aziendale, il Commitment, vale a dire il coinvolgimento dei componenti dell’organizzazione aziendale.

Concorderai con me che se questo punto di vista può essere largamente condiviso è sicuramente un passaggio delicato e di non facile applicazione.

Si tratta di un cambio di paradigma alla base della cultura aziendale mediamente diffusa in molte PMI, che abbraccia i costumi, i comportamenti e la modalità con cui un contesto socio-lavorativo attribuisce significati condivisi all’interazione con la pratica lavorativa di ogni giorno.

Tale pratica, è spesso fatta di tensioni, restrizioni, difficoltà, conflitti e è spesso schiacciata su una logica prettamente remunerativa individualistica per la quale ognuno guarda esclusivamente a sé.  La relazione lavorativa diventa così vincolo per il sostentamento individuale anziché opportunità di accrescimento e realizzazione comune.

Molti conflitti in azienda nascono da subdole dinamiche di potere tra responsabili e sottoposti, dalla competitività malsana tra i reparti, dall’arrivismo individuale, dalla de-responsabilizzazione dei collaboratori, spesso legata a fattori di stress causati da un approccio sbagliato e schivo rispetto ai compiti aziendali imposti, dalla mancanza di un idea di benessere comune.

Ciò porta ad un irrigidimento sulle gerarchie definite dalla struttura della tua organizzazione aziendale, penalizzando le dinamiche relazionali, decisive nell’implementazione critica e attenta delle strategie aziendali.

Se vorrai, quindi, essere un buon Leader, ciò che reputo fondamentale come esercizio della tua Leadership è la tua capacità di guidare la tua organizzazione verso una diffusa pratica dell’ascolto attivo, della valorizzazione delle capacità critiche dei tuoi collaboratori, nella condivisione di una visione di successo orientata al bene comune.

Ciascuno dei componenti dell’organismo socio-economico-culturale  è la tua organizzazione e deve esserne cosciente!

Un flusso di potere decisionale efficacie ed efficiente nella gestione della tua organizzazione può scaturire solamente da una buona capacità di lettura delle informazioni chiave indispensabili per capire i limiti attuali del tuo modello organizzativo.

La condivisione e partecipazione dei collaboratori sarà vitale per definire delle politiche di sviluppo di successo.

Spesso le informazioni più importanti e salienti sono quelle che arrivano dal basso, da chi è impegnato ogni giorno nelle specifiche attività di relazione con i clienti! Se pensi che le informazioni o le capacità critiche dei tuoi collaboratori non siano punti di vista importanti e decisivi quanto le tue…

…bhé, non andrai lontano!

Qualsiasi sia l’organizzazione aziendale della quale ti doterai, il tuo vantaggio competitivo è basato su una combinazione unica di competenze e di creazione del valore. Tale valore sarà costituito soprattutto dalla qualità delle risorse, dai valori condivisi e dal grado di condivisione, coinvolgimento e responsabilizzazione dei tuoi collaboratori che se valorizzati, daranno il massimo nell’applicazione e miglioramento del tuo sistema organizzativo.

Ascoltare i tuoi collaboratori, condividere le informazioni e la lettura dei fenomeni con loro, orientarti ad una Leadership partecipativa incentrata sulle competenze, esperienze e sulla valorizzazione delle capacità critiche di ognuno anziché sulla legittimazione subdola del maggior potere decisionale gerarchico, è l’elemento cruciale per la crescita di una Azienda orientata ad una logica di miglioramento continuo.

Roberto Lorusso
Founder and Ceo Duc In Altum srl

2 thoughts on “Organizzazione aziendale atto secondo: Il flusso del potere decisionale

  1. […] per questo passaggio sarà la qualità della leadership e del flusso del potere decisionale che saprai imprimere alla tua organizzazione […]

  2. […] negligenza non sarà di certo dell’operaio, ma tua, perché hai creduto di poter imporre una organizzazione aziendale con determinate regole “dall’alto”, non condivise negli scopi […]

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