La Pianificazione Strategica secondo Adriano Olivetti

La pianificazione strategica secondo Olivetti

Adesso che ho riscoperto la figura di Adriano Olivetti, posso dire finalmente di avere al mio fianco lo “sponsor unico” della cultura della pianificazione strategica a misura d’uomo.

Ho scritto un libro e tante altre cose su questo tema, ho dato vita ad una esclusiva metodologia di pianificazione strategica e non sapevo di avere già un ”maestro” da cui apprendere più facilmente e rapidamente.

Nei miei scritti parlo di approccio sistemico ed ecco che lui mi ha dimostrato che l’impresa può essere contemporaneamente ed in modo sistemico:

  • all’avanguardia nella innovazione tecnologica,
  • leader nel mondo per i prodotti,
  • ben radicata in un territorio e in una comunità,
  • anche se di grandi dimensioni con al centro di tutto la persona umana e la sua valorizzazione,
  • accogliente verso i poveri e generare molti profitti.

Cosa spingeva Adriano Olivetti ad agire così?  Una grande visione.

Lui a mio parare ha rappresentato tutta la grande tradizione italiana, in quella visione di economia che ancora oggi i migliori economisti chiamano Economia Civile.

Non saprei dire se Adriano Olivetti si sia mai ispirato al pensiero di Antonio Genovesi che nella seconda metà del 1700 nelle sue lezioni di commercio, o sia di economia civile, già esponeva una dottrina che parla di sviluppo economico integrato nello sviluppo civile.

Genovesi interpreta le relazioni economiche di mercato come rapporti di mutua assistenza.

Niente di anonimo o impersonale. La visione di economia per Genovesi è rappresentata dal mercato in quanto rivelazione di una legge generale della società civile: la reciprocità.

Per Olivetti la visione era quella di una “Economia al servizio” e la sua grande capacità è stata quella di coniugare con fatti (azioni del processo di business) e risultati concreti questa visione.

Invece oggi?

La realtà di oggi è veramente compromessa.

Posso gridare a gran voce che quello che manca agli imprenditori di oggi è primariamente una visione da perseguire con un cuore grande, cosi come ha fatto Adriano Olivetti. 

La disciplina interiore di Adriano Olivetti, la sua capacità di essere coerente con la sua visione di “Comunità” che poi ha coniugato con coerenza in tutte le sue scelte imprenditoriali mi ricorda il pensiero di padre Vincent McNabb: 

domenicano di origine irlandese ebbe un ruolo di primo piano nel dibattito culturale londinese di inizio Novecento.

Proclamò i vantaggi di disporre di più tempo condiviso a contatto della terra e a beneficio della famiglia, e meno tempo parcellizzato da consumare nel chiuso di un’urbanizzazione forzata e a tutto vantaggio di un’industria impersonale e, in definitiva disumana.

L’imprenditore Olivetti è stato un faro (per molti una grande minaccia) sempre acceso per il mondo intero, in quanto ha saputo coniugare questa visione che il capitalismo attuale invece, tende sistematicamente e furbescamente a contrastare.

Per farti capire di che cosa stiamo parlando devo interpellare Gilbert Keith Chesterton, che con il suo fulminante talento e visione di lungo periodo diceva: «troppo capitalismo non significa troppi capitalisti, ma troppo pochi capitalisti».

Infatti cosa è accaduto in questi ultimi decenni? Questi falsi capitalisti hanno fatto di tutto per avere

  • “l’uomo servo dell’economia” e
  • “l’economia schiava della finanza”.

Le grandi imprese alla caccia di territori dove sfruttare meglio le persone, la finanza nel proporre prodotti per rendere schiave le imprese. 

Così come le imprese che operano nell’innovazione tecnologica e che fornisco soluzioni per rendere immediatamente obsoleti i prodotti anziché farli durare più anni, ignorando la povertà di chi non può acquistare neanche l’essenziale.

La Pianificazione strategica e la centralità del benessere

Tutto ciò è proprio il contrario di quanto ha sognato, vissuto e realizzato Adriano Olivetti. Un grande stratega del benessere.

Ai suoi tempi non si sapeva di System Dynamics, sicuramente lui non tracciava circuiti causali ma sicuramente erano stampati nel suo cuore e nella sua mente.

Questo il circuito causale che ho disegnato allo scopo di spiegare la pianificazione strategica e gli effetti sistemici del benessere in azienda.

Pianificazione strategica, circuito causaleSpesso mi domando perché gli attuali imprenditori vogliono, e ripeto vogliono “non sapere” di pianificazione strategica.

Perché hanno paura di essere dei buoni imprenditori come Adriano Olivetti?

In una pianificazione strategica di lungo periodo non puoi pensare di arrivare, qualunque sia la meta, se non sei capace di soddisfare i bisogni degli altri, oggi si chiamano stakeholders

Gli altri sono il vero problema di chi vuole fare profitti subito e forse anche senza lavorare. 

Gli altri sono tutti facenti parte del sistema a cui appartiene l’impresa.

Volerli ignorare e fare soldi lo stesso. 

Questa è la ragione del tradimento che l’intera classe imprenditoriale italiana ha operato nei confronti della visione di Adriano Olivetti aderendo alle forme di capitalismo selvagge e speculatrici.

Ma gli altri che si impoveriscono, mentre poche imprese si arricchiscono, hanno già smesso di acquistare i prodotti di queste multinazionali del profitto.

Quando mi approccio ad un’impresa che vuole fare progressi inizio sempre a spiegare la pianificazione strategica dando cultura e competenze per immaginare e costruire una via che renda il business più civile e che sia utile alla comunità interna ed esterna all’impresa.

Io credo e mi sforzo di promuovere e far vivere uno spirito di capitalismo tutto meridionale (forse italiano e forse un po’ europeo) che riconosce gli “altri” come co-protagonisti della ricchezza dell’impresa, ai quali essere sempre riconoscenti ogni giorno mentre esercitiamo la nostra attività imprenditoriale e non quando lasciamo l’ufficio.

Trattasi di un capitalismo molto diverso da quello americano che si pulisce la coscienza con la beneficenza (meglio l’elemosina) e con le fondazioni a stampo filantropico.

Roberto Lorusso, CEO&Founder People on Target Navigator

6 thoughts on “La Pianificazione Strategica secondo Adriano Olivetti

  1. Andreotti Roberto says:

    Veramente un bell’articolo Roberto lorusso
    E’ su questi dettami che bisognerebbe rifondare l’economia mondiale
    Ma purtroppo non son ben visti da quei pochi che voglion controllare il mondo….
    Ciao e grazie !!!!

  2. […] recente fiction RAI su Adriano Olivetti ha proposto a molti telespettatori il ruolo innovatore di Olivetti, in un periodo di crisi e […]

  3. […] questi non sono mancati imprenditori titolari di imprese un tantino più grandi di quelle che siamo abituati a chiamare PMI. Vi racconto […]

  4. […] pensare all’esempio storico di Adriano Olivetti, assolutamente rivoluzionario per i suoi […]

  5. […] esperti, grandi capitalisti ed imprenditori di un tempo (leggi il mio articolo su Adriano Olivetti ), non avevano come obiettivo il consumo e il deterioramento veloce delle loro opere, non volevano […]

  6. […] E ti pare poco? Adesso forse sembra difficile. Una volta però era normale, ed in Italia abbiamo avuto grandi esempi come Adriano Olivetti. […]

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