Dove stiamo in questo istante? Usiamo il sestante.

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Il mare si è agitato. Eventi burrascosi hanno cancellato i riferimenti sui quali ci orientavamo.

canale

La società in cui viviamo sta navigando a occhi chiusi – e sempre    più rapidamente, man mano che il tempo passa – in uno “stretto”    a forma di imbuto: navighiamo in un mare affollato di               imbarcazioni che quasi si toccano perché le correnti ci portano in un canale marittimo dove le pareti vanno restringendosi ed il nostro desiderio di transitare velocemente aumenta. Uscire         rapidamente dal canale richiederebbe al contrario un difficile allargamento delle coste (avremmo voluto un imbuto al contrario). Ma di cosa sono fatte le coste del canale? 

Le coste del canale rappresentano le risorse naturali:

– acqua per usi umani,

– terreno fertile,

– aria pulita,

– clima stabile,

– quantità di fauna marittima,

– materie prime,

– ecc.

e le risorse sociali:

– coesione,

– fiducia,

– robustezza del tessuto sociale

– ecc.

che sono in un rapido depauperamento.

Noi siamo una grande quantità di imprese che vuole attraversare il canale con imbarcazioni che consumano risorse sistematicamente crescenti. Con il passare del tempo il canale a forma di imbuto si va sempre più stringendo ed il margine di manovra si riduce. Cioè si riduce il tempo in cui possiamo intervenire strategicamente a cambiare le cose.

Cosa siamo oggi, dove siamo, dove stiamo andando?

È indispensabile conoscere: i propri punti di forza e di debolezza, il proprio posizionamento rispetto al sistematico declino delle risorse naturali del sistema terra, gli impatti a livello locale, le risorse scarse da cui si dipende . L’obiettivo è quello di generare consapevolezza sullo stato presente e prendere coscienza delle vere priorità.
Per questo vanno intraprese azioni per generare la cognizione del dove siamo, e quindi fare una analisi di contesto con un numero ampio di persone, sia interne che esterne alle nostre organizzazioni.

 Adottare i principi del “capitalismo di lungo termine” (al contrario di quello a breve speculativo dei giorni nostri) richiede soprattutto capacità di visione, indipendenza di giudizio e coraggio.

Abbiamo bisogno di strumenti che consentano una analisi puntuale dei fenomeni e precisa comprensione della dinamica del business che ci aiutino a prendere decisioni che producono valore per l’impresa e per la società in cui essa opera. Ogni CEO è chiamato a riflettere su questa opportunità.

Occorre re-imparare a navigare, con i pochi mezzi che i nostri avi avevano a disposizione.

Poi occorre riappropriarsi di quella maestria, che ha permesso loro di farseli bastare per esplorare il mondo in lungo e in largo e prosperare per generazioni.

Occorre anche spogliarsi della superbia e avidità di cui ci siamo vestiti negli ultimi decenni, per guardare il mondo così com’è veramente e generare un progresso per tutti.

Roberto Lorusso
Founder and Ceo Duc In Altum srl

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